Gare gas, Italgas punta a conquistare 2 mln Pdr e ribadisce: “Ridurre gli Atem” L’ad Gallo: “Estendere le concessioni non risolve il problema”.
Acquisizioni nell’idrico? “Saremmo interessati se ci fossero procedure”, Aquanexa fuori dal radar.
“Estendere le concessioni non risolve il problema” ormai annoso delle gare gas, ha detto l’ad di Italgas Paolo Gallo nella conferenza stampa post presentazione del piano strategico 2025-2031. O, per usare le parole di Pier Lorenzo Dell’Orco, AD Italgas Reti, “sarebbe come buttare la palla in tribuna e aspettare che succeda qualcosa”. I manager del gruppo hanno quindi confermato quanto anticipato da QE nelle scorse settimane, ossia che l’ipotesi di una proroga delle concessioni di distribuzione gas sul modello di quanto fatto nel settore elettrico sembra aver perso terreno.
Per “far sì che il sistema delle gare funzioni” Gallo ha ribadito che occorre puntare su “una riduzione del numero di Atem e l’individuazione dell’ente che dovrà fare queste gare”, superando così l’attuale divisione in 177 ambiti territoriali. Facendo il punto sui disposal Antitrust, l’ad Italgas ha ricordato l’assegnazione di 247 mila Pdr per un valore complessivo di 253 mln €: “Adesso è solo questione di creare delle newco per conferire gli asset e fare tutto il necessario per una corretta gestione di questi ultimi, poi firmare la cessione delle newco agli acquirenti.
Prevediamo di chiudere entro il primo trimestre 2026”.
Tornando al piano strategico, nell’illustrazione fatta da Dell’Orco nella call con gli analisti emerge un impegno di 1,5 miliardi tra nuove partite e concessioni già in essere per il 2025-31, con un contributo aggiuntivo netto di oltre 2 milioni di punti di riconsegna entro la fine del piano. “Si tratta della crescita netta, quindi della differenza tra i Pdr che prevediamo di acquisire dalle gare” che il gruppo potrebbe vincere “e quelli che prevediamo di perdere” nelle procedure cui non è interessato o che potrebbero avere un esito incerto.
Quindi il DSO non parteciperà a tutti i bandi? “È una materia molto a geometria variabile – ha risposto Dell’Orco – dipende da quando esce il bando, dalle condizioni del momento, da cosa c’è scritto nel bando”. E ha aggiunto: “Nessuno è in grado di dire se nel 2030 se una certa gara la vinciamo o la perdiamo. Due milioni è la crescita netta, non prevediamo di partecipare a tutte le gare e vincerle tutte. Ad alcune potremmo non partecipare. Uso sempre il condizionale, perché se guardiamo alla storia in effetti abbiamo partecipato a quasi tutte”.
C’è poi il capitolo idrico, cui il piano dedica 450 mln € che saranno indirizzati alla digitalizzazione della rete, anche integrando funzionalità basate sull’intelligenza artificiale. In generale, dall’applicazione massiva dell’IA il piano stima la generazione di ulteriori 70 mln € di efficienze. Rispondendo a una domanda di QE circa il potenziale interesse ad acquisizioni nel settore, Gallo ha detto: “Oggi siamo focalizzati sul digitalizzare le reti che abbiamo, ridurre le perdite, migliorare l’efficienza operativa, migliorare la qualità del servizio. Saremmo potenzialmente interessati se ci fossero delle gare, in teoria anche qui dovrebbero esserci delle gare d’ambito”.
Quanto a un interesse particolare per Aquanexa, finita tra l’altro nel mirino di Acea, l’ad di Italgas ha spiegato che “non rientra, sulla base di quello che conosciamo, in un nostro interesse trattandosi di un service provider. Crediamo che i servizi che abbiamo sviluppato in-house nel caso della distribuzione gas possono essere applicati alla distribuzione dell’acqua, quindi abbiamo tutte le competenze di cui abbiamo bisogno”.
QE, 31-10-2025
