“Cooperazione interistituzionale” su permitting Fer, indicazioni su trasparenza connessioni. Faro di nuovo puntato su distribuzione elettrica, gare gas e concessioni idro. I contenuti della segnalazione dell’Authority.
L’energia è al centro della segnalazione Antitrust al Governo e al Parlamento al fine dell’adozione della legge annuale per il mercato e la concorrenza. All’interno, una serie di proposte per migliorare la governance Fer e le connessioni e richiami, non del tutto nuovi, per intervenire sulle concessioni idroelettriche, di distribuzione elettrica e sulle gare di distribuzione gas. Il documento, firmato dal neo presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato Saverio Valentino, è stato pubblicato sul Bollettino del 3 agosto e arriva dopo il via libera del Consiglio dei ministri del 24 luglio al Ddl Concorrenza con che, per quanto di interesse, contiene solo l’attesa riforma della rete carburanti. Provvedimento che attende di essere trasmesso in Parlamento. Fer e connessioni Il primo punto evidenziato dal Garante riguarda le Fer: “Nonostante i notevoli progressi conseguiti” sul fronte normativo per velocizzare il permitting e la crescita delle rinnovabili, “persistono tuttora alcune criticità che potrebbero rallentare il tasso di crescita della capacità installata”. In primis sul fronte della governance, che vede ancora una “persistente sovrapposizione di competenze e di livelli decisionali tra amministrazioni statali, regionali e locali”. In tal senso l’Antitrust suggerisce di rafforzare il coordinamento tra i diversi livelli di governo, anche tramite l’istituzione di “meccanismi permanenti di cooperazione interistituzionale”. Una sorta, quindi, di cabina di regia multilivello. Inoltre, propone di introdurre strumenti che evitino situazioni di stallo procedurale, anche attraverso l’attivazione di meccanismi sostitutivi o di intervento automatico da parte dello Stato in caso di inerzia o ritardi da parte delle Regioni. Allo stesso tempo, però, si suggerisce di prevedere premialità per le Regioni più virtuose. Tra gli aspetti evidenziati anche l’esigenza di rafforzare le competenze tecniche e gli organici delle amministrazioni coinvolte nelle autorizzazioni, sia a livello locale sia nelle strutture ministeriali. L’Antitrust porta anche l’attenzione sulle connessioni alle reti di trasmissione e distribuzione. Sebbene “rilevanti interventi di riforma” siano stati adottati di recente, ad esempio con il DL Bollette n. 21/2026, per superare il nodo della saturazione virtuale e tramite l’aggiornamento del Testo integrato connessioni attive (Tica) demandato all’Arera, l’Antitrust suggerisce di rafforzare trasparenza e contendibilità dei processi di connessione, valutando ad esempio la possibilità di rendere espliciti i tempi effettivi di lavorazione delle pratiche (non solo indicando i tempi massimi), e prevedere meccanismi che incentivino Tso e Dso a rispettare tempistiche certe e ragionevoli. Concessioni elettriche e gare gas I seguenti due punti trattati dal documento sono dedicati a distribuzione elettrica e gas e qui l’Antitrust ribadisce in primo luogo le posizioni espresse in passato. Il prolungamento delle concessioni per la distribuzione elettrica previsto dalla Manovra 2025 è stato messo nel mirino dell’Autorità già lo scorso anno. Nella segnalazione pubblicata il 3 agosto, in cui sono richiamate anche le raccomandazioni formulate da Bruxelles a giugno, si sottolinea che una proroga generalizzata e pluridecennale delle concessioni appare “in contrasto” con l’esigenza di accelerare gli investimenti nel settore. Questi ultimi così come “la qualità e un livello elevato di innovazione” sarebbero “senza dubbio più efficacemente garantiti da procedure competitive trasparenti e non discriminatorie” che mettano gli impegni di investimento al centro della competizione tra operatori, sottolinea Agcm. Ciò vale soprattutto in Italia, il cui assetto è “caratterizzato storicamente dal controllo di gran parte dell’attività di distribuzione elettrica da parte di un unico operatore”, si legge nel documento. Le indicazioni per il decreto attuativo previsto dalla Manovra 2025 riprendono quelle formulate da Agcm lo scorso anno. Ovvero: l’eventuale proroga delle concessioni dovrebbe essere limitata al tempo strettamente necessario per realizzare gli investimenti urgenti e non rinviabili, per poi procedere alle gare, e qualora gli investimenti considerati indispensabili richiedano tempi lunghi, far sì che “il gestore subentrante nelle gare sia tenuto a rifondere quota parte degli investimenti non ancora ammortizzati al gestore uscente”. Inoltre, l’Antitrust propone di prevedere “meccanismi risolutivi espressi” a fronte di eventuali inadempienze riscontrate nella realizzazione del piano straordinario degli investimenti da parte dei concessionari. Viene poi ribadita la necessità di rafforzare la separazione tra attività di distribuzione e attività commerciali o di vendita dell’energia. Il faro dell’Antitrust è andato, come detto, anche sulle difficoltà legate alle gare gas: malgrado questo ambito “stia conoscendo una fase di almeno parziale rilancio” sono ancora poche le procedure espletate. Anche in questo caso la posizione dell’Autorità non è nuova e nella segnalazione sul Ddl Concorrenza si ribadisce “l’importanza che anche in questo settore riveste lo strumento della gara per la selezione del concessionario”. In tal senso, per Agcm è “fondamentale 5 assicurare che non solo le gare si svolgano, ma che siano effettivamente caratterizzate da un sufficiente grado di competitività tra operatori”. Per l’Autorità guidata da Valentino l’eventuale ridisegno e accorpamento degli Atem dovrebbe essere ponderato e calibrato rispetto alla struttura del settore distribuzione in Italia, “caratterizzata a oggi dalla presenza di un solo grande operatore”, leggi Italgas, “e una pletora di soggetti di minori dimensioni”. Sul fronte degli investimenti, l’indicazione è di rivedere l’attuale impostazione dei bandi di gara, oggi concentrata soprattutto sull’estensione delle reti, per privilegiare invece progetti che favoriscano la riconversione delle infrastrutture al trasporto di gas rinnovabili e idrogeno. Proprio mentre il percorso verso la revisione dei criteri delle gare si complica, l’Antitrust sollecita la rapida adozione del decreto ministeriale. Nel documento si guarda anche alla possibilità che, in prospettiva, possa aumentare l’integrazione tra le reti di distribuzione del gas e quelle elettriche. In questo scenario, il mantenimento di un sistema di gare pubbliche in entrambi i comparti potrebbe favorire una gestione più efficiente e concorrenziale dell’evoluzione dei due settori. Idroelettrico “Un profilo di notevole rilievo concorrenziale riguarda la disciplina delle concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche, un asset dall’indubbia rilevanza strategica nell’ambito del percorso di transizione energetica intrapreso dal Paese”. Si apre così il passaggio dedicato alle concessioni idro della segnalazione, in cui l’Antitrust torna a chiedere gare per il settore e ribadisce la sua posizione sul project financing, anche alla luce della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea che ha dichiarato illegittimo il diritto di prelazione nell’ambito di tale istituto. Le gare “dovrebbero costituire la modalità preferenziale di assegnazione delle concessioni”, sottolinea il documento. Inoltre, l’Antitrust propone modifiche all’art. 12 del D.Lgs. n. 79/1999 prevedendo scadenze perentorie per l’approvazione delle leggi regionali, l’avvio delle procedure competitive di nuova assegnazione delle concessioni e l’esercizio dei poteri sostitutivi. Accanto a queste si propongono “meccanismi di monitoraggio sull’effettiva realizzazione degli investimenti programmati, strumenti sanzionatori proporzionati e, nei casi di grave o persistente inadempimento, di meccanismi di cessazione anticipata del rapporto concessorio”. Nell’ambito delle gare, l’Antitrust suggerisce poi di far sì che tutti i concorrenti possano accedere alle stesse informazioni tecniche e al rapporto di fine concessione, in condizioni di parità rispetto al concessionario uscente. A tal fine, l’amministrazione concedente dovrebbe disporre di poteri sanzionatori nei confronti dei gestori che non forniscano i dati richiesti o trasmettano informazioni incomplete o fuorvianti. Oltre i temi energetici, Agcm nella segnalazione chiede di allineare l’Italia alle regole Ue introducendo il divieto di perfezionare una concentrazione prima del via libera dell’Autorità, attraverso un obbligo generale di “stand still”, ovvero le concentrazioni non possono essere realizzate finché non arriva l’approvazione finale.
Marta Bonucci – QE, 04-08-2026
