L’intervento: “per produrre benefici le gare devono essere contendibili”
L’esigenza di dare piena attuazione alla riforma della distribuzione gas introdotta dal c.d. “Decreto Letta” e di sbloccare le gare d’ambito impongono una verifica di realtà e la riconferma di una premessa necessaria: i benefici attesi dal sistema emergono quando la competizione è effettiva. Le evidenze delle gare concluse indicano che, con più partecipanti, gli esiti tendono ad allinearsi ai livelli più elevati previsti dai bandi; al contrario, con un solo partecipante i premi risultano spesso contenuti. Ad oggi, lo stato di avanzamento della riforma resta limitato: a fronte di 172 Atem, le gare concluse sono 11 e il numero medio di partecipanti è pari a 2. Nel contempo, la struttura del mercato è diventata più concentrata: il primo operatore è intorno al 55% (circa 12 milioni di Pdr) e in diversi ambiti si registrano condizioni di presenza esclusiva o dominanza molto elevata. In assenza di interventi mirati, questi fattori rischiano di ridurre ulteriormente la contendibilità e di cristallizzare uno stallo prolungato, con benefici limitati per Comuni e cittadini.
La ripartenza, oggi, poggia su un insieme di leve operative già in campo. Sul versante regolatorio e procedurale, la delibera Arera 296/2024/R/gas interviene per rendere più lineare e governabile l’iter delle gare, chiarendo passaggi e responsabilità e riducendo alcune frizioni operative che negli anni hanno rallentato l’avanzamento delle procedure. Quanto alle reti pubbliche, la legge 118/2022 consente agli enti locali di valorizzarle attraverso l’alienazione a Vir al momento della gara; parallelamente, in circa 50 ambiti sono già in corso attività istruttorie e di predisposizione della documentazione. In questo quadro, la finalizzazione del Decreto Gare Ter rappresenta un passaggio atteso per completare la cornice attuativa e tradurre l’impianto normativo in cantieri amministrativi effettivi, anche nel contesto degli impegni del Pnrr sulla concorrenza.
Assogas propone una ripartenza ordinata e realmente contendibile. Il primo pilastro è un periodo transitorio che faciliti aggregazioni industriali, in grado di aumentare il numero di operatori competitivi (eventualmente anche solo su base locale) nelle prime gare che si apriranno. Il secondo pilastro è l’adozione di misure correttive, limitate nel tempo, per evitare che nella fase iniziale le procedure risultino di fatto non contendibili.
Gli output attesi sono la riduzione del numero degli operatori presenti sul mercato ma, al tempo stesso, l’incremento del numero di partecipanti alle gare, con la conseguenza di una maggiore coerenza tra obiettivi di bando e risultati conseguibili, nonché la possibilità di rendere “visibili” i benefici per i Comuni e per i cittadini. Le stime presentate nei documenti associativi indicano ordini di grandezza potenzialmente rilevanti.
“Le gare producono benefici misurabili quando sono contendibili: occorrono correttivi per creare le condizioni perché più operatori possano partecipare davvero”, per usare le parole del presidente di Assogas Emilio Montani. Gli interventi auspicati, per essere efficaci, devono quindi misurarsi con un dato essenziale: senza contendibilità, la gara rischia di restare un adempimento formale; con contendibilità, si conferma l’unico strumento di efficienza e di valore pubblico, nel senso indicato dalla riforma del settore.Una posizione che riflette oggi una base associativa variegata, nella quale sono rappresentati operatori di piccola e maggiore dimensione.
Daniela Lobosco – Direttore Generale
Assogas – Associazione Nazionale Industriali Privati Gas e Servizi Energetici
10 febbraio 2026
