Su governance rinnovabili, connessioni, distribuzione elettrica, gare gas e concessioni idroelettriche Un’accelerazione sulle rinnovabili, con una sorta di cabina di regia interistituzionale per coordinare i vari livelli di governo; un richiamo a trasparenza e contendibilità delle connessioni alla rete; un nuovo affondo sulla proroga delle concessioni per la distribuzione elettrica, con la proposta di meccanismi risolutivi delle concessioni in caso di mancato rispetto dei piani di investimento e misure di separazione tra proprietà e gestione; una sollecitazione sulle gare gas e sull’adozione del relativo decreto ministeriale, con l’invito a evitare ambiti troppo vasti che non consentirebbero la partecipazione da parte degli operatori minori; nuovi termini perentori per le leggi regionali sulle concessioni idroelettriche, per l’avvio delle gare e per l’esercizio dei poteri sostitutivi, con l’introduzione di strumenti di monitoraggio degli investimenti. Sono le principali proposte dell’Autorità Antitrust inserite nella segnalazione inviata lo scorso 29 luglio a governo e parlamento in relazione al disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, approvato dal Consiglio dei ministri il 23 luglio. Cardine della segnalazione è la necessità di “rimuovere taluni ostacoli ingiustificati allo sviluppo delle energie rinnovabili”. Il punto è la sovrapposizione di competenze tra Stato, Regioni ed enti locali nei procedimenti autorizzativi: “potrebbero essere valutati interventi volti a rafforzare in via normativa il coordinamento tra i diversi livelli di governo, anche mediante l’istituzione di meccanismi permanenti di cooperazione interistituzionale, nonché a meglio implementare il meccanismo già esistente basato su obiettivi vincolanti definiti centralmente e flessibilità attuativa locale. In particolare, sarebbe opportuno valutare l’introduzione di strumenti idonei a prevenire situazioni di stallo procedimentale, anche attraverso meccanismi sostitutivi o di intervento automatico da parte dello Stato in caso di inerzia amministrativa o persistente ritardo nel raggiungimento dei target regionali annualmente assegnati”. 6 L’Antitrust propone inoltre un principio dell’interesse pubblico prevalente più stringente per i progetti rinnovabili, oggi recepito dal Testo Unico Fer in modo più debole rispetto alla direttiva europea Red III (che imporrebbe alle amministrazioni un onere di prova rafforzato per negare un’autorizzazione), incentivi alle Regioni virtuose e meccanismi compensativi per le comunità locali, per disinnescare l’opposizione Nimby, e un rafforzamento tecnico e di organico delle amministrazioni coinvolte nelle istruttorie. Sul fronte delle connessioni alla rete, l’Autorità chiede maggiore trasparenza sui tempi effettivi di lavorazione delle pratiche (non solo quelli massimi previsti), per ridurre i ritardi che frenano l’ingresso di nuova capacità, e un rafforzamento della contendibilità dei processi di connessione, con attenzione anche ai criteri di prioritizzazione dei progetti. Concretamente, suggerisce l’Antitrust, si potrebbero valutare “meccanismi idonei a ulteriormente promuovere il rispetto di tempistiche certe e ragionevoli da parte del Tso e dei Dso, così da ridurre ritardi suscettibili di rallentare l’ingresso di nuova capacità produttiva e incidere negativamente sulla contendibilità del mercato e sull’intero processo di accelerazione dello sviluppo produttivo da fonti Fer”. Quanto alla distribuzione elettrica, l’Antitrust torna a criticare le proroghe pluridecennali introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 in alternativa alle gare previste fin dal 1999; a chiedere che eventuali proroghe siano limitate al tempo strettamente necessario per gli investimenti indispensabili e non rimandabili, con obbligo per il gestore subentrante di rimborsare gli investimenti non ammortizzati al gestore uscente; e a proporre di rafforzare la separazione tra proprietà delle reti (Dso) e attività di vendita in concorrenza. In più, l’Autorità suggerisce “la possibilità di prevedere, a fronte di eventuali inadempienze riscontrate nella realizzazione del piano straordinario degli investimenti da parte dei concessionari secondo un preciso cronoprogramma, meccanismi risolutivi espressi, evitando la rimodulazione dei piani e avviando anticipatamente le procedure per la riassegnazione delle concessioni tramite gara, anche prima della proroga originariamente concessa (prevedendo, anche in questo caso, eventuali meccanismi di rimborso al gestore uscente degli investimenti parziali non ancora ammortizzati)”. Quanto alle gare per la distribuzione gas, nel sollecitare l’accelerazione delle gare d’ambito Atem, l’Antitrust mette in guardia contro ipotesi di accorpamento territoriale troppo ampio, che rischierebbero di escludere gli operatori minori dalla competizione, e chiede di aggiornare i criteri di gara per orientarli alla futura riconversione delle reti verso idrogeno e biogas, anziché alla mera estensione infrastrutturale: “l’Autorità ritiene in primo luogo fondamentale assicurare che non solo le gare si svolgano, ma che le stesse siano effettivamente caratterizzate da un sufficiente grado di competitività tra operatori. In questo senso, l’Autorità intende sottolineare che eventuali scenari di ridisegno e accorpamento degli Atem, asseritamente presentati nel dibattito pubblico quale modalità di superamento degli ostacoli che hanno frenato l’implementazione del modello delle gare gas, andrebbero attentamente ponderati e calibrati rispetto alla struttura del settore della distribuzione in Italia, caratterizzata a oggi dalla presenza di un solo grande operatore e una pletora di soggetti di minori dimensioni. Occorre infatti evitare che la competizione su ambiti troppo vasti non consenta l’esercizio di una reale pressione competitiva da parte degli operatori minori, per l’impossibilità di raggiungere la scala dimensionale necessaria per partecipare, vanificando quindi i benefici ottenibili attraverso l’impiego degli strumenti di concorrenza”. Quanto al criterio dell’evoluzione tecnologica dele reti, serve per L’Agcm “un effettivo ripensamento del modello di innovazione e di investimenti attualmente previsto nello schema dei bandi di gara, che guardi maggiormente al futuro, privilegiando non tanto l’estensione dimensionale delle reti, criterio a oggi prevalente, quanto i progetti e gli investimenti degli operatori che già favoriscano una futura riconversione delle reti per il trasporto di gas rinnovabili o idrogeno”. Infine, l’idroelettrico. Per le grandi concessioni l’Autorità garante chiede termini perentori per l’adozione delle leggi regionali e l’avvio delle gare, ancora in sostanziale stallo nonostante le scadenze fissate già dal 2022, oltre a meccanismi di monitoraggio e sanzione per il mancato rispetto dei piani di investimento dichiarati dai concessionari, fino alla decadenza anticipata nei casi più gravi.
Staffetta Quotidiana 4/8/2026
