Pichetto: Valutiamo rimodulazione anche per le concessioni di distribuzione gas”

CONVEGNO    CONFINDUSTRIA

Roma 16 luglio 2025

Pichetto: Valutiamo rimodulazione anche per le concessioni di distribuzione gas”

Il ministro: “Il sistema Atem non ha funzionato, per il decreto sulla distribuzione elettrica aspettiamo Arera”. Le risposte per le centrali a carbone e la nave rigassificatrice a Taranto.

Si fa sempre più concreta l’ipotesi che si arrivi a una norma per la rimodulazione delle concessioni di distribuzione gas, sulla falsariga di quanto previsto dalla legge di Bilancio per l’energia elettrica.

“È una valutazione da farsi – ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin rispondendo a una domanda di QE a margine del convegno di Confindustria sul nucleare – soprattutto se pensiamo che da decenni abbiamo queste 177 zone (gli Atem, ndr) e ne sono andate a gara solo 9, è un sistema che non ha funzionato”.

L’ipotesi era stata ventilata a QE un paio di settimane fa dall’allora presidente di Utilitalia, Filippo Brandolini.

“Facciamo un ragionamento che tenga conto della necessità urgente di fare investimenti significativi – aveva sottolineato a margine dell’assemblea annuale – per cui a fronte di operatori industriali che danno certe garanzie e si impegnano a fare gli investimenti la rimodulazione potrebbe essere una strada”.

Venendo proprio al decreto attuativo del MASE sulla proroga fino a 20 anni delle concessioni di distribuzione elettrica (che in base alla legge di Bilancio sarebbe dovuto arrivare entro giugno), Pichetto ha detto che “aspettiamo che Arera regoli”. Dopo la consultazione chiusa il 23 giugno sulla regolazione relativa ai piani di investimento che i DSO devono presentare per poter mantenere la concessione fino a 20 anni, l’Autorità intende inviare la relativa proposta al ministero entro luglio. Non arriveranno invece prima del 31 marzo 2026 le specifiche modalità di riconoscimento tariffario del relativo onere concessorio (peraltro criticato dall’Arera, con l’intento dichiarato di minimizzare o se possibile azzerare il peso in bolletta).

Rispondendo invece sul possibile impatto dei contro-dazi Ue nei confronti degli Usa per quanto riguarda il carbone, Pichetto ha sottolineato che “non è di nostro gran interesse”, visto che “tolti gli impianti in Sardegna la produzione da carbone non c’è”. Il ministro ha però ribadito che con le incertezze geopolitiche le centrali di Brindisi e Civitavecchia “serve tenerle là pronte”.

Discorso simile anche per la possibile Fsru da realizzare a Taranto al fine di sostenere il rilancio produttivo della ex Ilva, ma con eventuale utilizzo per le più ampie esigenze del sistema.

“Andare a valutare quale può essere la capacità del rigassificatore e come utilizzarlo mi sembra prematuro – ha affermato Pichetto – ma i rigassificatori sono una garanzia, anche se non utilizzati al 100% hanno lo stesso effetto delle centrali a carbone”.

Carlo Maciocco   QE 16 luglio 2023

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